
Nel flusso di continui cambi di paradigma offerti dall’avvento dei nuovi media, si creano dei neologismi dedicati alla partecipazione all’azione politica, come Government 2.0, e-gov, tutte cose già viste ai circoli di partito paesani del dopoguerra nel nostro territorio.
Niente di speciale, al Primolunedì: 2 sindaci, un assessore provinciale e un consigliere comunale tutti in cerchio, a disposizione. I partiti politici, le ideologie, le beghe, sono rimaste fuori. Qui dentro solo persone, curiose.
E quindi, ora che si fa? Ognuno ha la sua, la verità in tasca, tutti noi siamo bravi a parole. La differenziata, le rinnovabili, le buche nelle strade, la sanità che non funziona bene, il traffico! Siamo stati sindaci per un’ora, in modo opposto a quando commentiamo il TG della sera, perchè… Perchè basta lamentarsi!
Primo punto, diretto: la politica non rischia nulla. In altre parole, il sistema non è meritocratico. Il governo di un territorio non prevede giudizi come bene e il male, ma buonsenso, interessi economici, comunità, integrazione, valori.
Sindaco per un’ora: sei tu, che guidi una comunità in cerca di futuro e ti tira per la giacchetta allo stesso momento. Come comunichi con la comunità? Decidi di affidarti all’associazionismo come codifica comunicativa, o preferisci ispirarti alla democrazia popolare, ed atingervi le soluzioni al buon governo?
Torna prepotentemente l’importanza del rapporto umano. La politica buona è fatta da buone persone, e buoni rapporti.
P.s.: le foto dell’evento di ottobre sono qui.



