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Il contributo di Alessandra dopo la serata sull’integrazione

13 settembre 2011

Abbiamo deciso di pubblicare, con il consenso dell’autrice, un contributo alla serata sull’integrazione del 5/9, sono libri che possono dare un punto di vista diverso, è bello sapere che le serate non restano isolate e che ognuno di noi porta con se qualcosa di nuovo.

“Ciao!
sono Alessandra, ho partecipato lunedì scorso per la prima volta ai vostri incontri. Mi è piaciuto molto la tipologia della serata e lo stile di conduzione…

Mi chiedevo se facciate una sorta di blog o spazio per le riflessioni anche post incontro (tipo il tabellone un po’ irraggiungibile in corso di incontro) per condividere idee o proposte di approfondimento. In particolare, ripensando alla questione seconde generazioni, mi sembrava interessante ricordare due testi, “lettera a mia figlia che vuole portare il velo” http://www.ibs.it/code/9788838481352/djitli-leila/lettera-mia-figlia.html e “viaggio di nozze a Teheran” http://www.qlibri.it/narrativa-straniera/romanzi/viaggio-di-nozze-a-teheran/

Il primo, un racconto-saggio, parla di una madre Algerina emigrata in Francia e del suo rapporto con la figlia adolescente, seconda generazione, priva di una precisa identità culturale che decide di costruire attraverso una riscoperta (piuttosto intransigente e fondamentalista) delle sue origini musulmane, talora rovesciandone drasticamente il messaggio originale. Molto bella la lettera di questa madre, con un percorso maieutico verso una lettura più profonda e consapevole di una realtà complessa e a volte fuorviante.

Il secondo è il romanzo autobiografico di una giornalista americana di origini iraniane (anche lei seconda generazione), collaboratrice di rinomate testate statunitensi, dedita alla presentazione delle problematiche sociopolitiche mediorientali ai lettori occidentali, con l’intento via via crescente di mostrare una realtà autentica (anche se in realtà la sua visione ha tendenza all’idealizzazione romantica) di paesi troppo spesso, a suo avviso, descritti sommariamente nella loro complessità. La protagonista decide di trasferirsi in Medio Oriente alla riscoperta del “suo” Iran, per dimostrare che non è poi così terribile e che l’Islam, con la sua cultura, la sua fede ed i suoi valori, è decisamente più ricco e fecondo di quanto possa apparire… mi spiace rubarti il finale (tra l’altro leggibile in sovracoperta) ma alla fine la giornalista emigra con marito (iraniano doc, ma laureato in occidente) e figlioletto in Inghilterra… senza comunque riuscire ancora a trovare una precisa identità (conflitto con altri gruppi etnici/religiosi di immigrati).

L’aspetto significativo, che accomuna una ragazzina adolescente con una giornalista quasi trentenne, in Europa l’una e negli USA l’altra, è a mio avviso la mancanza di identità tra essere emigrato e cittadino “reale” di un luogo, non per appartenenza burocratica ma per comprensione (da non identificare con condivisione) della cultura, delle tradizioni (sociali e religiose) e delle dinamiche sociopolitiche di un Paese, al punto da sentirlo in qualche modo il “proprio paese” se non altro per una sorta di familiarità con la sua identità. Sta a ciascuno di noi rendere “familiare” questa identità per quanti vivono nel nostro Paese come ospiti, come immigrati, come cittadini…”

5 settembre | L’Italia è una Repubblica fondata sull’integrazione

29 agosto 2011

Essere “persone curiose” è l’antidoto contro la paura del diverso?

Chi sono quelli della seconda generazione? NOI!!

Lavoro, religione, cultura, sono solo apparenze che ci ingannano?

 

Di multiculturalità si parla e si scrive molto ma sarebbe meglio non parlarne e considerarla consolidata. Voi siete d’accordo?

Noi del gruppo Primolunedì siamo sempre troppo curiosi e ne parleremo assieme a voi lunedì 5 settembre 2011 alle ore 19:30, sala Antonianum – Prato della Valle 56 (Padova). mappa

Segna questa data in agenda!

Ci racconteranno la loro storia bevendo un bicchiere con noi, con il nostro solito stile giovane e fresco:

  • Roberto Tuninetti – coordinatore progetti educativi Progetto Rondine Comune di Padova
  • Diop Alioune Badara – Associazione Senegalese Ascan
  • Mohamed Ayancade – Associazione Somala
  • Il quarto ospite sarà rivelato a giorni, restate aggiornati!

Per chi fosse interessato a cenare all’Antonianum con una pizza prima dell’incontro,  deve scrivere, entro lunedì 5 alle ore 14:00, la pizza che desidera a Francesco Barbini (mandando una mail a: francesco.barbini@primolunedi.it ).
Le pizze verranno servite alle ore 19:30.

Ognuno di noi contribuisce alle spese logistiche della serata con 5 Euro (10 Euro per chi prende la pizza).

Lo staff del PrimoLunedì

Foto di AlbertTheBollix